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Lavoro dipendente e Partita IVA forfettaria: si può?

Guida aggiornata · ottobre 2026

Hai un lavoro dipendente e vuoi iniziare a lavorare anche in proprio la sera o nel weekend? Oppure stai preparando il passaggio graduale verso la libera professione? La buona notizia è che lavoro dipendente e Partita IVA forfettaria possono convivere. Ci sono però alcune regole da controllare prima di aprire.

Regola 1: il limite di reddito da lavoro dipendente

Per entrare nel forfettario, nell'anno precedente i tuoi redditi da lavoro dipendente (o da pensione) non devono aver superato 35.000€. È la soglia valida per il 2026: guarda quindi i redditi del 2025.

Attenzione per chi apre nel 2027: la soglia di 35.000€ è stata prevista per il 2025 e il 2026. Se la Legge di Bilancio 2027 non la proroga, torna a 30.000€. Conviene verificarla prima di aprire.

Il limite non conta se il rapporto di lavoro è cessato durante l'anno precedente: se hai lasciato il posto e non hai un nuovo impiego, puoi entrare nel forfettario anche se avevi guadagnato di più. Attenzione però alla data esatta di fine rapporto: ne parliamo nella guida rapporto di lavoro cessato e forfettario.

Regola 2: il tuo cliente principale non può essere il datore di lavoro

Non puoi applicare il forfettario se lavori prevalentemente, cioè per oltre la metà dei compensi, per il tuo datore di lavoro attuale o per quelli che hai avuto nei due anni precedenti. Lo stesso vale per le società a loro collegate. La regola serve a evitare che un rapporto di lavoro dipendente venga trasformato in una finta Partita IVA.

Fa eccezione chi apre la Partita IVA dopo il periodo di pratica obbligatoria per accedere a una professione, per esempio i praticanti avvocati o commercialisti.

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Quanto paghi: tasse e contributi

Il reddito della Partita IVA forfettaria è tassato a parte con l'imposta sostitutiva (5% per i primi 5 anni se l'attività è nuova, poi 15%) e non si somma allo stipendio per il calcolo dell'IRPEF. Non fa quindi salire il tuo scaglione.

Per i contributi c'è un vantaggio: se sei un professionista in Gestione Separata e già versi i contributi come dipendente, l'aliquota scende dal 26,07% al 24%.

Esempio: dipendente che fattura 10.000€ come consulente

Fatturato: 10.000€  (attività professionale, coeff. 78%)

Reddito imponibile: 7.800€

Contributi Gestione Separata (24%, perché già assicurato come dipendente): ≈ 1.872€ (deducibili)

Base imponibile netta: 7.800 − 1.872 = 5.928€

Imposta sostitutiva 5% (primi 5 anni): ≈ 296€  |  al 15%: ≈ 889€

Su 10.000€ fatturati ti restano circa 7.830€, e lo stipendio continua a essere tassato come prima.

L'esempio vale per un'attività professionale. Se la tua attività è artigiana o commerciale (iscrizione alla Gestione Artigiani o Commercianti), le regole sui contributi sono diverse: chi ha già un lavoro dipendente a tempo pieno, in molti casi, non deve versare i contributi fissi. Va valutato caso per caso.

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