Regime forfettario per personal trainer
Allenamenti one-to-one, schede, lezioni in palestra o all'aperto, coaching online: se lavori come personal trainer in modo continuativo, ti serve una Partita IVA. Hai pochi costi e vendi soprattutto il tuo tempo e le tue competenze, quindi il regime forfettario è quasi sempre la scelta più conveniente.
Il codice ATECO
Con la classificazione ATECO 2025 il riferimento per il personal trainer è 85.51.09 – Formazione sportiva e ricreativa n.c.a. Ha un coefficiente di redditività del 78%: paghi le tasse sul 78% di quello che incassi, il restante 22% è il forfait di costi che ti viene riconosciuto senza doverli documentare.
Se trovi online il vecchio codice 85.51.00, sappi che dal 2025 è stato sostituito. Il codice va scelto in base a cosa fai davvero: ne parliamo nella guida sul codice ATECO.
I contributi: Gestione Separata INPS
Il personal trainer che lavora in proprio è un libero professionista senza cassa di categoria, quindi si iscrive alla Gestione Separata INPS (circa il 26% nel 2026). I contributi sono proporzionali al reddito: se fatturi poco versi poco, e non c'è un minimale fisso. Si deducono prima di calcolare l'imposta e non serve l'iscrizione alla Camera di Commercio.
Esempio: personal trainer che fattura 20.000€
Fatturato: 20.000€ (codice 85.51.09, coeff. 78%)
Reddito imponibile: 15.600€
Contributi Gestione Separata (~26%): ≈ 4.067€ (deducibili)
Base imponibile netta: 15.600 − 4.067 = 11.533€
Imposta sostitutiva 5% (primi 5 anni): ≈ 577€ | al 15%: ≈ 1.730€
Con l'aliquota agevolata, tra imposta e contributi parliamo di circa 4.650€ su 20.000€ fatturati: ti restano circa 15.350€, prima delle tue spese.
Lavori con palestre ASD o SSD? Occhio al lavoro sportivo
Con la riforma dello sport (D.Lgs. 36/2021), chi collabora con associazioni e società sportive dilettantistiche (ASD e SSD) può rientrare nella disciplina del lavoratore sportivo, che prevede regole agevolate su tasse e contributi: per esempio, i contributi si pagano solo sulla parte di compensi oltre i 5.000€ l'anno.
Queste agevolazioni valgono solo per i compensi ricevuti da enti sportivi riconosciuti, non per i clienti privati o per le palestre commerciali, che seguono le regole normali del forfettario. Se hai clienti di entrambi i tipi, conviene impostare tutto bene fin dall'inizio.
Perché il forfettario è ideale per i personal trainer
- Pochi costi reali: il forfait del 22% copre attrezzatura, formazione e spostamenti senza doverli documentare;
- Niente IVA in fattura: un vantaggio con i clienti privati, che non devono pagarti il 22% in più;
- Imposta al 5% per i primi 5 anni, se l'attività è nuova;
- Contabilità leggera: più tempo per i tuoi clienti, meno per la burocrazia.
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